Massimo

Oggi tutti dicono di tutto su tutti, il giornalismo non è più leale come prima, si punta a fare audience e non a raccontare i fatti come stanno. Io agisco a sentimento in questo mondo di incertezze…

Avere uno Smartphone collegato in rete significa avere tutto, non averlo vuol dire avere il nulla… 😉

Ognuno di noi desidera essere protagonista della propria vita. È un impulso naturale, quasi un richiamo interiore: voler lasciare un segno, affermare la propria presenza nel mondo, sentirsi parte attiva della storia che si sta vivendo.
Eppure il protagonismo non è una condizione stabile né un ruolo fisso. È un movimento, un alternarsi di luci e ombre, di strade impervie e sentieri improvvisamente spianati.
Essere protagonisti non significa mostrarsi sempre forti, coerenti o impeccabili. Significa piuttosto accettare la propria natura molteplice: i giorni in cui si brilla e quelli in cui si fatica, i momenti in cui si guida e quelli in cui si è guidati.
Il vero protagonismo non è un atto di esibizione, ma di presenza. È la capacità di abitare ogni fase della propria esistenza con autenticità, senza ridursi a un solo lato di sé.
Così, la vita ci insegna che il centro della scena non è un luogo fisso, ma un punto che si sposta con noi. A volte ci chiama avanti, altre ci invita a restare in ascolto. In entrambi i casi, continuiamo a essere protagonisti: non perché tutto sia facile, ma perché continuiamo a camminare, a scegliere, a esistere con consapevolezza.
A volte il protagonismo si mette in mostra con i social, riuscendo ad essere seguiti e quindi diventare famosi, ma questo nella maggior parte delle volte non avviene e a noi resta quell’amaro: lui c’è riuscito ed io no…
Sul protagonismo ne ho parlato qualche post fa, quando parlavo della Libertà.