Oggi tutti dicono di tutto su tutti, il giornalismo non è più leale come prima, si punta a fare audience e non a raccontare i fatti come stanno. Io agisco a sentimento in questo mondo di incertezze…
Massimo
Il Ritmo del Protagonismo Umano
Ognuno di noi desidera essere protagonista della propria vita. È un impulso naturale, quasi un richiamo interiore: voler lasciare un segno, affermare la propria presenza nel mondo, sentirsi parte attiva della storia che si sta vivendo.
Eppure il protagonismo non è una condizione stabile né un ruolo fisso. È un movimento, un alternarsi di luci e ombre, di strade impervie e sentieri improvvisamente spianati.
Essere protagonisti non significa mostrarsi sempre forti, coerenti o impeccabili. Significa piuttosto accettare la propria natura molteplice: i giorni in cui si brilla e quelli in cui si fatica, i momenti in cui si guida e quelli in cui si è guidati.
Il vero protagonismo non è un atto di esibizione, ma di presenza. È la capacità di abitare ogni fase della propria esistenza con autenticità, senza ridursi a un solo lato di sé.
Così, la vita ci insegna che il centro della scena non è un luogo fisso, ma un punto che si sposta con noi. A volte ci chiama avanti, altre ci invita a restare in ascolto. In entrambi i casi, continuiamo a essere protagonisti: non perché tutto sia facile, ma perché continuiamo a camminare, a scegliere, a esistere con consapevolezza.
A volte il protagonismo si mette in mostra con i social, riuscendo ad essere seguiti e quindi diventare famosi, ma questo nella maggior parte delle volte non avviene e a noi resta quell’amaro: lui c’è riuscito ed io no…
Sul protagonismo ne ho parlato qualche post fa, quando parlavo della Libertà.
𝐈𝐥 𝐍𝐚𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐁𝐚𝐭𝐭𝐢𝐚𝐭𝐨: 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐂𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐚
Franco Battiato non amava le feste “obbligatorie”.
Guardava con sospetto quel momento dell’anno in cui il mondo decide, tutto insieme, di dover essere felice.
Per lui, la spiritualità non era un evento da calendario, ma una disciplina quotidiana.
Diceva spesso:
«Non cerco la festa. Cerco l’essenza. La festa è ogni giorno, se sai guardare.»
In questo Natale rumoroso, il Maestro ci invita a fare un passo indietro.
A non confondere la Natività con lo shopping.
La vera nascita non avviene in una grotta di duemila anni fa, ma qui, ora, dentro di te.
È il momento in cui smetti di vivere per riflesso, trascinato dagli stimoli (auguri, cibo, doveri) e inizi a essere un’Anima sveglia.
Battiato ci direbbe:
Spegni le luci fuori.
Accendi la luce dentro.
Non aspettare che arrivi il Messia.
Diventa tu stesso colui che porta la pace nel tuo piccolo mondo.
Il regalo più grande non è quello che scarti.
È “l’emancipazione dall’incubo delle passioni”, la libertà di essere te stesso anche quando tutti recitano una parte.
Che questo sia un Natale di Silenzio e di Ascolto.
Perché è lì, e solo lì, che nasce qualcosa di nuovo.
Disturbo bipolare e farmaci: mito o realtà sull’aspettativa di vita
Cos’è il disturbo bipolare
Il disturbo bipolare è una condizione psichiatrica caratterizzata da oscillazioni dell’umore tra fasi maniacali e depressive. Senza trattamento, può avere conseguenze gravi sulla salute e sulla qualità della vita.
Perché può ridurre l’aspettativa di vita
- Maggior rischio di suicidio.
- Comorbidità mediche (diabete, obesità, ipertensione).
- Abuso di alcol o sostanze.
Questi fattori possono ridurre l’aspettativa di vita di circa 10 anni rispetto alla popolazione generale.
Ruolo dei farmaci (litio e olanzapina)
- Litio (Carbolithium): efficace nel prevenire ricadute e ridurre il rischio di suicidio. Richiede monitoraggio di reni e tiroide.
- Olanzapina: utile nelle fasi maniacali e depressive. Può causare aumento di peso e alterazioni metaboliche, da controllare con esami periodici.
Effetti collaterali da monitorare
- Peso corporeo.
- Glicemia e colesterolo.
- Funzionalità renale e tiroidea.
Con controlli regolari, gli effetti collaterali possono essere gestiti e non compromettono necessariamente la durata della vita.
Conclusione
Non è corretto dire che litio e olanzapina accorciano la vita. Al contrario, se ben gestiti, possono migliorare la qualità e la durata complessiva della vita, riducendo i rischi legati al disturbo bipolare. La terapia farmacologica è un supporto che protegge, non un ostacolo.
